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RnS
Giovani |
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LA
BIBBIA,
IL LIBRO DELLA NOSTRA FORMAZIONE
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Lino
Cignelli
ofm
*
dello
Studium
Biblicum
Franciscanum
-
Gerusalemme
Tema
basilare
e
decisivo
per
il
nostro
destino
e
per
la
qualità
della
nostra
vita
a 1. Cos'è la Bibbia Non
è
una
cosa,
preziosa
quanto
si
voglia,
ma
una
persona.
E'
il
Signore
Gesù
(cfr.
Gv
5,39s;
6,63),
il
Maestro
unico
(cfr.
Mt
23,8),
il
nostro
Tutto
(cfr.
Col
3,11).
La
Bibbia,
la
Parola
è
dunque
Lui
stesso,
il
Dio-Uomo,
l'Emmanuele,
la
sua
presenza
viva
ed
eloquente
in
mezzo
a
noi!
Questo
Libro-persona
ha
un
cuore
e
una
voce,
palpita,
ama,
chiama,
come
l'Eucaristia
di
cui
è
il
complemento.
Ricordiamo
la
felice
espressione
di
sant'Ignazio
Martire:
«Mi
sono
rifugiato
nel
Vangelo
come
nella
carne
di
Gesù»
(Filad.
5,l).
Non
si
è
quindi
soli
quando
si
ha
la
Bibbia
con
sé.
La
Parola
di
Dio
velata
di
parole
umane,
il
«corpo
verbale
di
Cristo»
(M.
Pontet),
ci
libera
dalla
solitudine
e
ci
offre
la
migliore
delle
compagnie:
quella
stessa
che
faceva
esultare
la
Vergine
Madre
(Lc
1,47)...
2. Scopo della Bibbia E' la salvezza e la vita eterna (cfr. Lc 8,12; Gv 20,31). La Parola di Dio serve dunque, e serve a tutto (cfr. 2 Tm 3,16s). Serve a dare senso, luce, forza, fecondità, gioia, dignità, bellezza alla nostra vita individuale-familiare-sociale. Serve a scoprire e assimilare i valori autentici, ad avere sanità mentale e morale, a promuovere il benessere di tutto l'uomo e di tutti gli uomini, a suscitare insomma la vera civiltà: quella della verità e dell'amore (cfr.Gv 8,31 ss; 13,34s). Per rifare sana, forte, felice l'umanità ci vuole anzitutto una buona cura di Bibbia... (cfr. Sal 107,20; Sap 16,12). Se «la Parola di Dio è per la vita» (Giov. Paolo II), ne segue che dobbiamo studiarla non per saperla soltanto ma per praticarla, non per essere dotti ma per diventare buoni o migliori. Bisogna dunque superare lo studio nozionistico, farisaico (cfr. Sal 50,16ss; Mt 7,21ss; 23,2ss), e ricuperare lo studio esistenziale della Bibbia (cfr. Gc 1,21 ss). Il principio classico «non scholae sed vitae discimus» vale soprattutto in questo campo, pena un maggiore castigo (cfr. Lc 12,47s)... 3. Libro per tutti, nessuno escluso Dio vuole tutti salvi (cfr. 1 Tm 2,4) e perciò offre a tutti, tramite la Chiesa, la sua Parola di salvezza e di vita (cfr. Ne 8; Mc 16,15s). A nessuno può essere negata, nessuno può farne a meno. La Bibbia è una grazia impegnativa, obbligante, da cui dipende tutto: la qualità della vita e il destino eterno dell'uomo. Chi l'accoglie e la mette in pratica è saggio e si salva; chi non l'accoglie e non la mette in pratica è stolto e si danna! (cfr. Mt 7,24ss; Mc 16,16). Ne deriva il primato assoluto della Bibbia su tutti gli altri libri, primato sottolineato così bene da san Francesco... I sacerdoti e i religiosi hanno il dovere sacrosanto non solo di conoscerla bene personalmente (cfr. Dei Verbum 25), ma anche di insegnarla agli altri con l'esempio e la parola, senza falsificazioni di sorta (cfr.2 Cor 2,17; 4,2). Ricordiamo le parole di san Paolo: «Guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9,16). 4.
Chi
capisce
e
vive
la
Bibbia La
Parola
di
Dio
è
per
tutti,
ma
non
opera
automaticamente.
E'
un
seme
che
porta
frutto
solo
nella
«terra
buona»,
cioè
in
chi
l'accoglie
con
cuore
buono
e
perfetto
e
lo
coltiva
con
impegno
perseverante
(cfr.
Lc
8,15).
Ha
il
cuore
buono
e
perfetto
il
credente,
l'umile
generoso,
il
povero
di
Jahvè
(cfr.
Is
66,2),
colui
che
venera
«la
Parola»
(cfr.
Is
66,5;
Sal
56,11),
chiede
al
Signore
di
fargliela
capire
e
vivere
sempre
meglio
(cfr.
Sal
119,33ss.
l29ss),
la
medita
senza
fine,
cerca
di
calarla
nella
vita
di
ogni
giorno
(cfr.
Sal
119,2ss)
trovandovi
la
luce,
la
forza,
ogni
bene
(cfr.
Sal
19,8ss).
Il
segreto
dunque
di
uno
studio
fruttuoso
della
Bibbia
non
è
la
scienza,
la
cultura,
ma
il
cuore
buono
e
perfetto,
l'obbedienza,
la
fede
operosa,
come
quella
della
Madonna
(Lc
1,38.45),
di
san
Giuseppe
(Mt
1,24),
degli
Apostoli
(Mt
4,19ss;
At
22,10),
di
tutti
i
Santi...
La
Bibbia
è
la
scuola
di
Dio,
dello
Spirito
Santo,
il
quale
-
onnipotente
com'è
–
sa
adattarsi
a
tutti
i
livelli,
a
tutte
le
capacità
dell'uomo.
Per
cui
capisce
la
Bibbia
chi
la
vuol
capire;
e
più
la
si
vuol
capire
e
praticare,
più
la
si
capisce
e
pratica,
e
meglio
quindi
si
realizza
la
propria
formazione
umana
e
cristiana,
sia
iniziale
che
permanente. Bibliografia:
E.
Charpentier,
Per
leggere
l'Antico
Testamento,
Boria
1983;
Idem,
Per
leggere
il
Nuovo
Testamento,
Boria
1982.
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